FLASH NEWS – Non sono esenti Iva le prestazioni di chirurgia estetica a contenuto solo cosmetico

In tema di Iva, le prestazioni mediche e paramediche di chirurgia estetica si distinguono dalle prestazioni a contenuto meramente cosmetico e sono esenti di imposta, ex articolo 10, n. 18, D.P.R. 633/1972, nei limiti in cui sono finalizzate a trattare o curare persone che, a seguito di una malattia, di un trauma o di un handicap fisico congenito, subiscono disagi psico-fisici e, dunque, sono rivolte alla tutela della salute, gravando sul contribuente l’onere di provare la sussistenza dei suddetti requisiti soggettivi e oggettivi (cfr. ordinanza n. 27947/2021).
(Cassazione – sezione V – ordinanza n. 26906 – 20 giugno 2022 – 13 settembre 2022)

(Euroconference)

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FLASH NEWS – Permane il regime del margine anche in presenza di adesione all’OSS

L’Agenzia delle entrate, con la risposta a interpello n. 497/E dell’11 ottobre 2022, ha avuto modo di precisare che l’eventuale registrazione al sistema OSS (One Stop Shop) non determina l’automatico assoggettate a Iva delle operazioni nel Paese di destino, con la conseguenza che resta applicabile, salvo opzione differente, il regime del margine per la cessioni di beni usati.
(Agenzia delle entrate, risposta a interpello n. 497/E/2022)

(Euroconference)

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FLASH NEWS – Differenza tra pubblicità e rappresentanza

Ai sensi dell’articolo 108 (ex articolo 74, comma 2), Tuir il criterio discretivo tra spese di rappresentanza e di pubblicità va individuato nella diversità, anche strategica, degli obiettivi, atteso che costituiscono spese di rappresentanza i costi sostenuti per accrescere il prestigio e l’immagine della società e per potenziarne le possibilità di sviluppo, senza dar luogo ad una aspettativa di incremento delle vendite, mentre sono spese di pubblicità o propaganda quelle erogate per la realizzazione di iniziative tendenti, prevalentemente anche se non esclusivamente, alla pubblicizzazione di prodotti, marchi e servizi, o comunque al fine diretto di incrementare le vendite, sicché è necessaria una rigorosa verifica in fatto della effettiva finalità delle spese (cfr. sentenze n. 104402021 e n. 16812/2014).
(Cassazione – sezione VI – ordinanza n. 31062 – 15 settembre 2022 – 20 ottobre 2022)

(Euroconference)

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FLASH NEWS – Prescrizione quinquennale per i crediti di lavoro

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con la nota n. 1959/2022, recependo l’orientamento della Corte di Cassazione, ha affermato che la causa per diritti del lavoro può arrivare anche dopo 40 anni dall’assunzione, così come l’accertamento dello stesso Ispettorato. Infatti, per i crediti di lavoro, il lavoratore avrà tempo fino a 5 anni dopo la cessazione del lavoro, sia facendo causa sia rivolgendosi all’Ispettorato.

(Ratio)

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FLASH NEWS – Statuto standard per costituzione Srl online

È stato pubblicato su Gazzetta Ufficiale 21.10.2022 il D.M. Sviluppo Economico n. 155/2022, recante il “Regolamento in materia di definizione dei modelli degli atti costitutivi delle società a responsabilità limitata aventi sede in Italia e con capitale versato mediante conferimenti in denaro, in attuazione dell’art. 2, c. 3 D.Lgs. 8.11.2021, n. 183”.
Pertanto, dal 5.11.2022 per costituire una Srl online, cioè senza recarsi di persona presso lo studio notarile, sarà possibile utilizzare uno statuto standard e la parcella del notaio potrà essere dimezzata.
Lo statuto standard richiede che il capitale sia conferito in denaro; in merito all’assemblea è previsto che essa possa essere convocata dall’organo amministrativo, anche su richiesta dei soci rappresentanti almeno 1/3 del capitale sociale, mediante avviso nella forma del documento informatico sottoscritto digitalmente, inoltrato all’indirizzo di posta elettronica certificata dei soci almeno 8 giorni prima di quello fissato per l’adunanza.

(ItaliaOggi – Ratio)

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FLASH NEWS – Documentazione omaggi per commercianti

L’Agenzia delle Entrate (consulenza giuridica n. 3/2022) ha precisato che i commercianti al dettaglio, all’atto della consegna del prodotto in omaggio, devono rilasciare il documento commerciale o la fattura, che riportino il valore dell’operazione.
Le alternative dell’autofattura o del registro degli omaggi, che garantirebbero esigenze di riservatezza, non risultano infatti praticabili laddove ci sia l’obbligo di rilasciare al cessionario un documento con valenza fiscale. Le specifiche tecniche della trasmissione dei corrispettivi prevedono che si debba indicare nel campo 4.1.14 “l’ammontare totale dei corrispettivi non riscossi per omaggi, da includere nell’ammontare imponibile totale da assoggettare a Iva rappresentato dal campo 4.1.6”.
La stessa disciplina prevista per gli omaggi nel territorio nazionale si applica agli omaggi di beni inviati verso altri Paesi Ue.
Sussiste, invece, qualche incertezza sulla ricostruzione del regime applicabile alle cessioni gratuite a destinazione extra Ue, in particolare con riguardo al caso in cui l’omaggio risulterebbe tassabile in quanto di valore superiore alla soglia di 50 euro, oppure in quanto avente a oggetto un bene rientrante nell’attività propria dell’impresa.

(ItaliaOggi – Ratio)

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FLASH NEWS – Tabaccherie e pagamenti elettronici

L’Agenzia delle Dogane, con determinazione 24.10.2022, n. 484555/RU, ha affermato che le tabaccherie, in relazione all’attività di vendita di generi di monopolio, di valori postali e valori bollati, non sono tenute all’obbligo di accettare forme di pagamento elettronico.

(Il Sole24Ore – Ratio)

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FLASH NEWS – Bonus caro bollette e quantificazione dei consumi

Per il credito d’imposta anti-caro bollette, le imprese possono attendere il dato sul consumo reale da parte dei gestori e, quindi, beneficiare del bonus più avanti, oppure accertare autonomamente i consumi effettivi rischiando di commettere errori o, in via prudenziale, quantificare i crediti al ribasso o tenendo preliminarmente conto solo dei consumi effettivi e vedersi quindi ridurre il credito d’imposta.

(ItaliaOggi – Ratio)

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FLASH NEWS – Torna l’esenzione Imu per i coniugi in residenze e dimore diverse

La Corte Costituzionale (Sent.n.209/2022) ha dichiarato l’illegittimità della disciplina IMU in materia di abitazione principale sia del previgente art.13, c.2, DL 201/2011, sia della norma attualmente in vigore (art.1, c.741, lett. b, L.160/2019), nella parte in cui definiscono i requisiti di residenza anagrafica e dimora abituale non solo per il possessore dell’immobile, ma anche per i componenti del nucleo familiare.
La qualifica di abitazione principale ai fini IMU si verifica, pertanto, in base alla sola sussistenza dei requisiti della dimora abituale e residenza anagrafica del possessore.
Incostituzionale anche il passaggio normativo relativo alla scelta dell’unico immobile da qualificare come abitazione principale per i componenti del nucleo familiare con residenza anagrafica e dimora abituale in immobili differenti situati nello stesso Comune e entrambi i coniugi che vivono in due Comuni diversi possono beneficiare dell’esenzione dall’Imu, poiché, diversamente, risulterebbero discriminate le persone coniugate o civilmente unite rispetto alle persone meramente conviventi. La penalizzazione fiscale delle coppie sposate viola ben tre articoli della Carta Costituzionale:
– Art.3 sull’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge;
– Art.31 che richiede di «agevolare con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia»;
– Art.53 sulla «capacità contributiva».
L’esenzione riguarda anche le case nello stesso Comune, se si dimostra il requisito della dimora abituale.
Non vi è, però la possibilità indiscriminata di attribuire la qualifica di abitazione principale per le seconde case, mancando il requisito della residenza e/o della dimora abituale di uno dei due coniugi; sarà cura dei Comuni verificare il requisito della dimora abituale consultando i dati relativi alla somministrazione delle utenze.
Molti contribuenti potranno chiedere il rimborso di quanto versato anche se sono comunque fatte salve le situazioni già definite, per decorrenza dei termini decadenziali per il rimborso o per il ricorso, o in caso di sentenza passata in giudicato.

(Il Sole24Ore – Ratio)

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FLASH NEWS – Parzialmente semplificata l’autodichiarazione sugli aiuti Covid

Ritoccato il modello sulla dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesta il rispetto dei requisiti del Temporary Framework (sezioni 3.1 e 3.12) per gli aiuti a sostegno dell’economia nell’emergenza epidemiologica da Covid-19. ll frontespizio accoglie la casella “ES” che, se barrata, evita di indicare la lista dettagliata degli aiuti percepiti. Con il provvedimento del direttore dell’Agenzia siglato il 25.10.2022 vengono modificati il precedente modello di dichiarazione, le istruzioni e le specifiche tecniche.

La versione aggiornata del modello può essere presentata a partire dal 27 ottobre 2022, mentre il termine ultimo per l’invio è il 30 novembre 2022.

L’Agenzia ha tenuto conto delle numerose richieste di semplificazione pervenute e individua una soluzione operativa, condivisa con il Dipartimento delle finanze

Grazie alla nuova casella “ES” del frontespizio del modello i contribuenti possono evitare di compilare il quadro A e, in sostanza, di indicare l’elenco dettagliato degli aiuti ricevuti. Sostanzialmente, viene prevista una compilazione decisamente più snella per la stragrande maggioranza dei contribuenti, ovvero per coloro che hanno ottenuto:
– solo aiuti rientranti nella sezione 3.1 del T.F;
– senza superamento dei limiti;
– senza fare ricorso alle maggiori soglie previste per la sezione 3.12.

Per gli aiuti elencati nel quadro A, per i quali sono presenti i campi “Settore” e “Codice attività”, è possibile comunicare tramite l’autodichiarazione i dati necessari per consentirne la registrazione nel Registro Nazionale degli aiuti di Stato (Rna). Per detti aiuti il dichiarante è esonerato dalla compilazione del prospetto degli aiuti di Stato presente nel modello “Redditi 2022”. In caso di compilazione della casella “ES” permane, invece, l’obbligo di compilare il prospetto “Aiuti di Stato” presente nel modello Redditi 2022.

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