Aliquota Iva per la somministrazione di alimenti e bevande

In merito all’applicazione dell’art. 16 Dpr 26.10.1972, n. 633 occorre, ai fini del corretto inquadramento fiscale, distinguere la somministrazione di alimenti e bevande dalla cessione dei medesimi beni. La distinzione si rende necessaria in quanto, a differenza delle cessioni, il contratto di somministrazione di alimenti e bevande è inquadrato nell’ambito delle fattispecie assimilate alle prestazioni di servizi dall’art. 3, c. 2, n. 4) del Dpr n.633/1972, ed è caratterizzato dalla commistione di “prestazioni di dare” e “prestazioni di fare” (cfr. risoluzione n. 103/E/2016).
Inoltre, mentre la “somministrazione di alimenti e bevande” è assoggettata all’aliquota del 10%, ai sensi del n. 121) della Tabella A, Parte III, allegata al Dpr n. 633/1972, la “cessione” dovrà scontare l’aliquota applicabile in dipendenza della singola tipologia di bene alimentare venduto (principio di diritto n. 9/2019).

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Gli argomenti della Circolare di Aggiornamento Mensile per i Clienti dello Studio

E’ in corso di trasmissione la Circolare di Aggiornamento Mensile per i Clienti dello Studio. Questo mese approfondimenti tematici su:

  • NOTIZIARIO IN BREVE
  • APPROFONDIMENTO “IMPRESA
    • SCADENZE FISCALI – IL FOLTISSIMO CALENDARIO PER IL 2019
    • FINO AL 30 APRILE Iva e fattura elettronica, una scadenza ogni 6 giorni (Il Sole24Ore)
    • SPESE SANITARIE – VIETATA LA FATTURAZIONE ELETTRONICA
  • APPROFONDIMENTO “LAVORO”
    • ALIQUOTE CONTRIBUTIVE INPS 2019 PER ARTIGIANI E COMMERCIANTI
    • ALIQUOTE CONTRIBUTIVE INPS 2019 PER GLI ISCRITTI ALLA GESTIONE SEPARATA
  • SCADENZARIO
  • INTERVENTI EDITORIALI DELLO STUDIO – “Segretezza e franchising camminano fianco a fianco” (in “AZ Franchising”)

Immagine correlataLa Circolare di Aggiornamento Mensile trasmessa a tutti i Clienti dello Studio Comparini & Russo è stata istituita nel 1999 e da allora ha costantemente ottenuto l’apprezzamento di molti nostri consolidati Clienti e di altre organizzazioni ed istituzioni. Inizialmente predisposta come forma di consulenza e aggiornamento a pagamento a favore dei Clienti aderenti a tale modalità di supporto, da alcuni anni la Circolare è trasmessa a tutti i Clienti in forma gratuita ampliando così i vantaggi ed i benefici a favore degli stessi Clienti e agevolandoli nel ricevere aggiornamenti ed informazioni continue, costanti e tempestive.

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Regime forfetario con fatturazione cartacea ed elettronica

Il contribuente che beneficia del regime forfetario può emettere fatture elettroniche o cartacee, anche alternando l’una e l’altra modalità, scegliendo di mantenere un’unica numerazione progressiva ed evitando di istituire dei registri sezionali.
Per quanto riguarda le fatture passive, il provvedimento 89757/2018 prevede che le fatture Xml (con codice destinatario “a sette zeri”) nei confronti di un forfettario sono messe a disposizione nella sua area riservata, di cui è data notizia al cliente anche mediante consegna di copia analogica della fattura. In tal caso, il cliente conserva tale copia analogica.
Diverso è il caso in cui il forfettario comunichi al cedente/prestatore una Pec o un codice destinatario, così come il caso in cui il cessionario/committente abbia registrato il proprio indirizzo telematico alle Entrate; in tali ipotesi il forfettario intende comportarsi come un “normale” soggetto passivo, ai fini della ricezione/conservazione elettronica dell’e-fattura.

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Liquidazione Srl semplificate

Con la L. 11.02.2019 n. 12, di conversione del D.L. 135/2018, sono state apportate modifiche all’art. 2330 c.c., per effetto delle quali le Srl semplificate, di cui all’art. 2463bis C.C., in alternativa all’atto pubblico, possono utilizzare un atto sottoscritto con firma digitale oppure con firma autenticata per la liquidazione, reso mediante un modello standard che sarà predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico. È ridotto da 20 a 10 giorni il termine entro il quale il notaio è tenuto a depositare l’atto costitutivo al Registro delle Imprese. Inoltre, per le Srl e le start up innovative, i dati che ne hanno consentito l’iscrizione potranno essere aggiornati annualmente anziché semestralmente. Le modifiche sono in vigore dal 13.02.2019.

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Regime forfetario e interposizione fittizia

Con l’accesso al regime forfetario, alcuni contribuenti potrebbero mettere in atto alcune condotte illecite che potrebbero comportare pesanti sanzioni, anche penali, se provate dall’Amministrazione Finanziaria.
Ad esempio, se in una struttura operano più contribuenti titolari di partita Iva, di cui alcuni usufruiscono del regime forfetario, ci potrebbe essere la tentazione di far emettere fatture al soggetto in regime forfettario, relative a una prestazioni eseguite da un soggetto differente, per ottenere un risparmio di imposta.
La fattura emessa dal forfettario per una prestazione che non ha eseguito è soggettivamente inesistente, configurando il reato di emissione di fatture false. L’emissione di tale fattura consentirebbe il risparmio d’imposta al soggetto che ha eseguito realmente la prestazione, il quale pagherebbe imposte ordinarie e non agevolate. L’interponente, peraltro, potrebbe rispondere in concorso nel reato con il soggetto che ha emesso la fattura e, inoltre, a seconda dell’entità delle fatturazioni omesse potrebbe rispondere anche di dichiarazione infedele ove fossero superate le soglie di punibilità.

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Licenziabile il dipendente che richiede un permesso e non partecipa alle riunioni sindacali

La Corte di Cassazione, con la sentenza 20.02.2019, n. 4943, ha affermato che il dipendente che richiede un permesso per partecipare alle riunioni degli organismi direttivi sindacali di cui è membro, ma che di fatto fa un uso personale del tempo concesso, può essere licenziato. L’assenza, infatti, si qualifica come mancato svolgimento della prestazione per fatto imputabile al lavoratore.

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Regime forfettario (chiarimenti)

Nel question time del 20.02.2019 n. 5-01486 sono stati forniti chiarimenti in merito al nuovo regime fiscale forfettario, modificato dalla L. 145/2018. Il sottosegretario all’Economia, dopo aver esposto la disciplina, ha precisato che anche l’applicabilità dell’esenzione dell’Iva, a partire dal 2020, per gli imprenditori individuali ed esercenti arti e professioni con ricavi fino a 100 mila euro è subordinata al rilascio di una richiesta di misura di deroga agli organi comunitari e che, per i contribuenti che aderiranno a tale regime, il reddito è determinato con le modalità ordinarie, e non con quelle previste per il regime forfettario, confermando inoltre il divieto di accesso alle associazioni tra professionisti.
I contribuenti rientrano nell’ambito di applicazione del regime forfettario o dell’imposta sostitutiva del 20% in base alla soglia di ricavi/compensi conseguiti nell’esercizio precedente, a nulla rilevando i costi sostenuti, né il reddito conseguito.

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Esterometro (trimestrale?), le esclusioni e copia della ricevuta dell’e-fattura per la detrazione

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’interpello 26.02.2019, n. 67, ha affermato che l’esterometro è obbligatorio solo per i contribuenti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato con esclusione dei soggetti identificati, i quali possono comunque ricevere fatture elettroniche anche se non hanno alcun obbligo di accreditarsi allo Sdi.
Tuttavia, la copia ricevuta in formato cartaceo dell’e-fattura, attestata come conforme all’originale informatico ai fini della detrazione d’imposta, deve riportare fedelmente ed esclusivamente i contenuti della fattura in formato Xml, non potendo, ad esempio, contenere informazioni di carattere commerciale.
L’Amministrazione finanziaria si è espressa in maniera favorevole al termine trimestrale (invece che mensile) dell’esterometro, ossia la comunicazione dei dati delle operazioni da e verso l’estero che non rientrano nella fattura elettronica.
L’esterometro, prorogato al 30.04.2019, dovrebbe escludere, in via interpretativa, dall’adempimento tutti i contribuenti non obbligati alla fattura elettronica e quindi:
• contribuenti minimi e forfetari;
• operatori sanitari (per i quali vi è il divieto per il 2019 di emissione delle fatture elettroniche);
• associazioni sportive dilettantistiche;
• imprenditori agricoli;
• soggetti solo identificati in Italia (sono, invece, obbligati i soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato).
In merito ai soggetti esclusi sono, comunque, attesi ulteriori chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate.

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Vietato l’addebito costo emissione fattura elettronica

Si segnala che, talvolta, gli esercenti addebitano un costo per l’emissione della fattura elettronica. Si tratta di un comportamento contrario alla legge, che, per quanto possa apparire giustificato, sia la direttiva europea (2006/112/Ce) che la legge nazionale (Dpr 633/72) vietano.
L’articolo 21, c. 8, Dpr 633/72 prevede che le spese di emissione delle fatture e dei conseguenti adempimenti e formalità non possono formare oggetto di addebito a qualsiasi titolo.

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Utilizzo delle perdite in caso di cessione dell’attività

Dal 2018 le perdite in contabilità ordinaria sono illimitatamente riportabili con utilizzo nei limiti dell’80% dei redditi degli anni successivi.
Le perdite in contabilità semplificata del 2018 sono compensabili in misura non superiore al 40% del reddito 2019 e non superiore al 60% del 2020; le perdite 2019 saranno compensabili nel 2020 in misura non superiore al 60% del reddito.
In caso di cessazione dell’attività con un risultato positivo la norma prevede letteralmente l’utilizzo limitato delle perdite.
Assonime, in occasione delle modifiche al regime di riporto delle perdite Ires, ha ritenuto logico l’utilizzo integrale delle perdite in caso di cessazione dell’attività.

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