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Prossima la ripresa delle pubblicazioni “Flash News”

A causa del trasferimento degli archivi del sito presso altro hosting, comunichiamo ai nostri Clienti e utenti lettori che presto riprenderanno le pubblicazioni “Flash News”.

Ci scusiamo per l’assenza temporanea e Vi invitiamo a seguirci sul sito e sulla pagina Facebook.

Grazie

A presto

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Servizio di consultazione e acquisizione fatture elettroniche

Entro il 3.05.2019 i contribuenti, anche mediante i loro intermediari, dovranno decidere se effettuare l’adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici offerto dall’Agenzia delle Entrate.
In assenza di tale adesione, ai sensi del provvedimento direttoriale del 21.12.2018, l’Agenzia delle Entrate, dopo il recapito della fattura al destinatario, cancellerà i dati dei file delle fatture elettroniche, memorizzando esclusivamente i dati della fattura diversi dall’indicazione della natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi oggetto della prestazione (c.d. corpo della fattura).

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Regolarizzazione errori formali

Con la definizione agevolata, introdotta dal D.L. 119/2018, è stata prevista la possibilità di regolarizzare, complessivamente per ciascun periodo d’imposta, le irregolarità, le infrazioni e le inosservanze di obblighi o adempimenti di natura formale, cosiddette “violazioni formali”. Con provvedimento del 15.03.2019 sono state stabilite le modalità d’attuazione di questo nuovo strumento.
In particolare, le violazioni formali che possono formare oggetto di regolarizzazione sono quelle per cui sono competenti gli uffici dell’Agenzia delle Entrate a irrogare le relative sanzioni amministrative, commesse fino al 24.10.2018 dal contribuente, dal sostituto d’imposta, dall’intermediario e da altro soggetto tenuto ad adempimenti fiscalmente rilevanti, anche solo di comunicazione di dati, ma che non rilevano sulla determinazione della base imponibile e dell’imposta, ai fini dell’Iva, dell’Irap, delle imposte sui redditi, delle relative addizionali e imposte sostitutive, delle ritenute alla fonte, dei crediti d’imposta e sul relativo pagamento dei tributi. La regolarizzazione, quindi, riguarda esclusivamente le violazioni che non incidono sulla determinazione della base imponibile, dell’imposta e sul versamento del tributo ma possono comunque arrecare pregiudizio all’esercizio delle azioni di controllo. Di conseguenza, non rientra nell’ambito di applicazione della regolarizzazione l’omessa presentazione delle dichiarazioni in materia di imposte sui redditi, Irap o Iva, in quanto l’omissione rileva ai fini della determinazione della base imponibile anche qualora non dovesse risultare un’imposta dovuta.
La regolarizzazione si perfeziona mediante la rimozione delle irregolarità od omissioni e il versamento di 200 euro per ciascuno dei periodi d’imposta cui si riferiscono le violazioni formali indicati nel modello F24. Al riguardo, il contribuente può scegliere quali e quanti periodi d’imposta regolarizzare. La regolarizzazione di violazioni formali che non si riferiscono a uno specifico periodo d’imposta, come ad esempio quelle relative alla comunicazione di dati da parte di soggetti diversi dal contribuente, deve però fare riferimento all’anno solare in cui la violazione è stata commessa. In riferimento alla rimozione delle irregolarità od omissioni, sostanzialmente si tratta della regolarizzazione degli errori e delle omissioni, non incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo. La rimozione non deve essere effettuata quando non sia possibile o necessaria, avuto riguardo ai profili della violazione formale.
Il versamento può essere effettuato in 2 rate di pari importo, la prima entro il 31.05.2019 e la seconda entro il 2.03.2020. É consentito anche il versamento in un’unica soluzione entro il 31.05.2019.

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Assetti organizzativi delle società per prevenire la crisi d’impresa

Sebbene molte delle novità previste dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza entreranno in vigore 18 mesi dopo la pubblicazione della norma in Gazzetta Ufficiale, alcune sono già operative.
Tra queste si segnala la revisione del proprio apparato organizzativo. Infatti, l’art. 375 del Codice della crisi ha previsto che l’imprenditore, che opera in forma societaria o collettiva, dovrà istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi d’impresa e della perdita della continuità aziendale. Allo stesso modo, l’art. 377 impone l’adozione di assetti organizzativi societari idonei a tutte le società di persone, capitali e cooperative.
Di conseguenza, gli amministratori avranno maggiori responsabilità per la valutazione dell’adeguatezza dell’assetto adottato, della sussistenza dell’equilibro economico e finanziario e per l’individuazione del prevedibile andamento della gestione e degli eventuali indizi di una crisi.

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Regime forfetario e possesso di quote societarie

Sono ancora numerosi i dubbi riguardanti l’applicabilità del nuovo regime forfetario in caso di possesso di partecipazioni di controllo Srl. Più in particolare, la causa ostativa derivante dal possesso di quote in Srl è applicabile solo se il possesso della partecipazione è in grado di assicurare il controllo diretto o indiretto.
Posto che le società in liquidazione non possono iniziare nuove attività, è improbabile che il contribuente forfettario sia in grado di trasferire parte del fatturato a tale società; pertanto, la causa inibente non dovrebbe trovare applicazione (ma manca una conferma ufficiale).
Anche il possesso della nuda proprietà, nonostante il reddito sia dichiarato solo dall’usufruttuario, dovrebbe impedire l’ingresso nel regime forfettario.
Per quanto riguarda il possesso di partecipazioni societarie all’estero, si rileva che le società non stabilite in Italia non rientrano nell’ambito dell’articolo 5 del Tuir, richiamato dalla norma che disciplina la causa ostativa. Di conseguenza, il possesso di una quota di partecipazione estera potrebbe non impedire l’applicazione del regime forfetario

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Impianti audiovisivi e cambio di titolarità dell’azienda

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con la nota protocollo n.1881/2019, ha chiarito che il cambio di titolarità di azienda non obbliga a richiedere una nuova autorizzazione all’utilizzo degli impianti audiovisivi già installati.
Infatti, se le condizioni e i presupposti non sono variati, è sufficiente che il subentrante comunichi il cambio di titolarità all’ufficio che ha rilasciato l’autorizzazione, attestando che non sono cambiate le condizioni di uso degli impianti.

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Esclusione dal regime forfettario per co-titolari al 50% di Srl?

L’orientamento dell’Agenzia delle Entrate sembrerebbe escludere dal regime forfettario, anche i cotitolari
al 50% di società a responsabilità limitata. Il punto è l’interpretazione del concetto di controllo
diretto e indiretto, che si configura non solo quando un socio controlla l’assemblea per maggioranza dei
voti, ma anche quando lo stesso ha la facoltà di mandare in stallo l’assemblea dei soci.

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Credito d’imposta per registratori di cassa telematici

Il provvedimento del Direttore dell’Ag. Entrate, n. 49842/2019, ha definito le modalità di attuazione del
credito d’imposta per l’aggiornamento e l’acquisto dei registratori di cassa telematici. Il credito può coprire
il 50% della spesa sostenuta fino a un massimo di 250 euro per l’acquisto di nuovi registratori e fino a
un massimo di 50 euro per l’aggiornamento di quelli già posseduti.

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Termine di 10 giorni per il deposito dell’atto costitutivo di società di capitali

02Con la conversione in legge del decreto Semplificazioni (L. n. 12/2019) sono stati ridotti i termini per il deposito dell’atto costitutivo delle società di capitali (ad eccezione delle cooperative), ora pari a 10 giorni, ed è stata data la possibilità di evitare l’intervento del notaio per la stipula dell’atto con il quale la Srl semplificata si scioglie e si pone in liquidazione.
Pertanto, ai fini dell’iscrizione delle società di capitali nel Registro imprese, gli atti costitutivi stipulati dal 13.02.2019 devono essere trasmessi in via telematica entro il decimo giorno successivo a quello nel quale l’atto è stato formato (senza considerare la data in cui l’atto è firmato). Il termine di 10 giorni si sostituisce al precedente di 20 giorni, previsto dall’articolo 2330 del Codice civile, e riguarda le Spa, le società in accomandita per azioni e le società a responsabilità limitata.
Rimane fissato invece in 20 giorni il termine prescritto per il deposito dell’atto costitutivo delle società cooperative.
Nessuna variazione per il deposito degli atti costitutivi di società di persone, che resta fissato in 30 giorni (art. 2296, Codice civile).

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Adempimenti “Airbnb” per locazioni brevi

Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, con la sentenza 18.02.2019, n. 2207, si è espresso in merito alla cosiddetta tassa Airbnb, la cedolare secca per le locazioni brevi. In particolare, il tribunale ha specificato che gli intermediari dei pagamenti non si possono sottrarre alla funzione di sostituti d’imposta. In particolare, Airbnb ha sempre rifiutato di porre in essere gli adempimenti previsti, non considerandosi un intermediario.

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