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Reati tributari e responsabilità del consulente fiscale

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 18.01.2018, n. 1999, ha affermato che la responsabilità del consulente ricorre non solo quando sia l’ispiratore della frode, ma anche quando sia soltanto consapevole di porre in essere l’attività delittuosa. In aggiunta, le pene sono aumentate della metà se il reato è commesso dal concorrente durante l’attività di consulenza fiscale svolta da un professionista o da un intermediario finanziario o bancario, attraverso l’elaborazione o la commercializzazione di modelli di evasione fiscale.
La nozione di “professionista” deve essere interpretata in senso sostanziale, e quindi è tale chiunque, nell’esercizio della professione, svolge attività di consulenza fiscale. L’aggravante richiede, tuttavia, una certa abitualità nella elaborazione dei modelli di evasione.
E’ legittimo il sequestro preventivo sui beni mobili e immobili anche nel caso in cui il consulente non abbia tratto alcun concreto profitto.

Ticket per i licenziamenti

A decorrere dal 1.01.2018, per ciascun licenziamento effettuato nell’ambito di un licenziamento collettivo da parte di un datore di lavoro tenuto alla contribuzione per il finanziamento dell’integrazione salariale straordinaria, l’aliquota percentuale di cui all’art. 2, c. 31 L. 92/2012 è innalzata all’82% (raddoppio del contributo di licenziamento, che diventa pari a 979,90 euro per ogni anno di lavoro del lavoratore licenziato, fino a un massimo di 1.469,85 euro per rapporti di durata pari o superiore a 36 mesi).
Sono fatti salvi i licenziamenti effettuati a seguito di procedure di licenziamento collettivo avviate entro il 20.10.2017.

Fattura elettronica distributori di carburante

Dal 1.07.2018, per gli esercenti attività di distribuzione di carburante, l’esonero dall’obbligo di emettere fattura elettronica per le forniture di carburanti e lubrificanti per autotrazione opera solo nei confronti dei privati consumatori. Ciò significa che le operazioni nei confronti di titolari di partita Iva diventerebbero tutte soggette all’obbligo di fattura elettronica.
Resta da chiarire se, ai fini della detrazione Iva, siano interessati dalle novità anche i costi riferiti a veicoli stradali a motore, quali riparazione, custodia, manutenzione, noleggio, leasing e utilizzo.

Modelli organizzativi per la Privacy

In vista dell’entrata in vigore del nuovo Regolamento europeo sulla Privacy (regolamento Ue 679/2016), prevista per il 25.05.2018, le aziende con più di 250 dipendenti dovranno predisporre una sorta di “dossier privacy” sulla traccia dei modelli organizzativi della L. 231/2001.
Citiamo alcuni degli adempimenti: istituire un registro in cui indicare i titolari e i responsabili del trattamento dati, le misure e i sistemi adottati; individuare i tempi dei processi e mappare i principali rischi connessi, indicando le misure tecniche e organizzative; nel caso di violazioni, predisporre una procedura e un ufficio responsabile; pianificare la formazione di settore; precisare i compiti del Responsabile protezione dati; redigere un codice di condotta ai sensi del reg. 679/2016.
Il Responsabile protezione dati (Data protection officier: Dpt), ai sensi del regolamento Ue, è obbligatorio solo in casi particolari (ad esempio, trattamento dati su larga scala o trattamento di dati penali) e deve essere designato in funzione delle sue qualità professionali, ossia per la sua conoscenza delle norme di settore e per la capacità di assolvere i compiti stabiliti dagli articoli 37 e 39 del regolamento.

Nuovi regolamenti su privacy e telemarketing

Dal 25.05.2018 entrerà in vigore il nuovo regolamento europeo sulla privacy. In particolare, amministrazioni pubbliche e aziende medio-grandi dovranno individuare il “data protection officer”, ossia il responsabile delle protezione dei dati.
La nuova legge sul telemarketing ha ampliato il registro delle opposizioni anche ai numeri di cellulare (prima era riservato solo ai numeri fissi). La norma prevede che le autorizzazioni all’uso del numero telefonico, per finalità commerciali, decadano nel momento di iscrizione al registro delle opposizioni.

Proroga spesometro

È online sul sito di Agenzia delle Entrate la bozza del provvedimento che illustra le regole tecniche semplificate per la trasmissione telematica dei dati delle fatture emesse e ricevute e delle eventuali successive variazioni. La bozza recepisce le novità introdotte dal D.L. n. 148/2017 finalizzate a semplificare il set informativo da trasmettere, ad esempio prevedendo una comunicazione cumulativa per le fatture di importo inferiore a 300 euro.
Per consentire agli operatori di prendere visione delle nuove indicazioni, la scadenza dell’invio dei dati relativi alle fatture del 2° semestre 2017 è spostata al 60° giorno successivo alla pubblicazione del provvedimento definitivo.
Sarà facoltativo compilare i dati anagrafici di dettaglio delle controparti e sarà possibile comunicare solo i dati del documento riepilogativo registrato, anziché i dati dei singoli documenti, per le fatture emesse e ricevute di importo inferiore a 300 euro. I contribuenti che hanno utilizzato un software di mercato per la predisposizione della comunicazione del 1° semestre 2017 e non intendono modificarlo, potranno continuare a compilare la comunicazione secondo le previgenti regole tecniche (retro-compatibilità). Le nuove semplificazioni potranno essere utilizzate anche per inviare le comunicazioni integrative di quelle errate riferite al 1° semestre 2017.
Per semplificare l’adempimento e limitare gli scarti delle comunicazioni dovuti a errori nella fase di compilazione saranno pubblicati sul sito dell’Agenzia, congiuntamente al provvedimento definitivo, anche due pacchetti software gratuiti per il controllo dei file delle comunicazioni e per la loro predisposizione, che si aggiungeranno ai servizi già disponibili nel portale “Fatture e Corrispettivi” del sito Internet.
Secondo quanto previsto dalla bozza i termini per l’invio della comunicazione sono allineati a quelli della comunicazione obbligatoria. Anche chi esercita l’opzione, infatti, potrà decidere se inviare con cadenza trimestrale o semestrale le comunicazioni delle fatture riferite alle operazioni del 2018.

Sgravio contributivo per giovani di età inferiore a 35 anni

La legge di Bilancio 2018 (L. n. 205/2017) ha previsto che i datori di lavoro, che assumeranno dal 1.01.2018 giovani con meno di 35 anni di età, potranno beneficiare di una riduzione contributiva, pari al 50% degli oneri previdenziali, al massimo per 36 mesi, entro il tetto massimo di 3.000 euro annui. Inoltre, lo sgravio diventa totale nel caso in cui le imprese operino in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sicilia, oppure se le imprese assumono studenti che abbiano già svolto attività di alternanza scuola-lavoro presso la stessa azienda.
Tuttavia, è necessario che tali soggetti non siano mai stati occupati, in precedenza, con un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e i datori di lavoro non devono aver effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nella stessa unità produttiva per la quale si intende procedere all’assunzione agevolata, nei 6 mesi precedenti.

Chiarimenti sulla “nuova” detrazione Iva

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 1/E/2018, ha chiarito che il diritto alla detrazione Iva deve essere esercitato relativamente al periodo d’imposta nel corso del quale si verifica la duplice condizione di “esigibilità dell’imposta” e di formale “possesso della fattura”. É da tale momento che il soggetto passivo cessionario/committente può operare, previa registrazione della fattura, la detrazione dell’imposta assolta con riferimento agli acquisti di beni e servizi, ovvero alle importazioni di beni. Tale diritto può essere esercitato al più tardi entro la data di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui si sono verificati entrambi i menzionati presupposti e con riferimento al medesimo anno.
Quindi, una fattura di acquisto (relativa all’anno 2017) ricevuta nell’anno 2017, relativa ad operazioni effettuate in tale anno, dovrà essere registrata entro il 31.12.2017 o al più tardi entro il 30.04.2018 in un’apposita sezione del registro Iva degli acquisti relativo alle fatture ricevute nel 2017.
Diversamente, se la fattura, relativa alla medesima operazione (relativa all’anno 2017), si riceve nel 2018, si potrà annotare nel 2018 e l’Iva potrà essere detratta in una delle liquidazioni periodiche di tale anno.
E’ quindi stato definitivamente chiarito che, ai fini della detrazione dell’imposta, una fattura di acquisto ricevuta nell’anno 2018 (e relativa, ad esempio, ad un acquisto di beni consegnati nel 2017) potrà essere annotata in contabilità, al più tardi, entro il 30.04.2019 (termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno 2018); qualora la registrazione di tale documento avvenga nei primi quattro mesi del 2019, essa dovrà essere effettuata in un’apposita sezione del registro IVA degli acquisti relativo a tutte le fatture ricevute nel 2018, al fine di evidenziare che l’imposta – non computata nelle liquidazioni periodiche IVA relative al 2019 – concorre alla determinazione del saldo della dichiarazione annuale IVA relativa all’anno 2018.
Per quanto concerne la verifica del momento in cui la fattura d’acquisto è stata ricevuta dal cessionario/committente, la ricezione stessa deve emergere (ove non risultante da posta elettronica certificata o da altri sistemi che attestino la ricezione del documento medesimo) da una corretta tenuta della contabilità (si rinvia, al riguardo, alle indicazioni contenute nell’articolo 25, c. 1 del D.P.R. 633/1972, in cui espressamente viene fatto obbligo al contribuente di numerare in ordine progressivo le fatture e bollette doganali ricevute), in modo da consentire un puntuale controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria del corretto susseguirsi delle registrazioni dei vari documenti.
Eventuali comportamenti difformi, tenuti in sede di liquidazione periodica al 16.01.2018 non saranno sanzionati.

CONTABILITA’ SEMPLIFICATA – Secondo la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 1/E/2018, per le fatture ricevute nel 2017, ma registrate nel 2018 entro il termine della dichiarazione annuale Iva, è necessario che tale registrazione sia effettuata in uno specifico sezionale del registro Iva, con la conseguenza che il relativo credito concorrerà a formare il saldo della dichiarazione annuale 2017.
 Per i contribuenti che optano per la tenuta della contabilità semplificata sulla base delle registrazioni Iva (che comunicheranno l’opzione nella prossima dichiarazione Iva barrando la casella V026) si pone il problema di stabilire se le fatture ricevute nel 2017, che possono essere annotate nel 2018 utilizzando il sezionale specifico, debbano considerarsi registrate nel 2018 (e quindi deducibili dal reddito 2018), oppure se, essendo annotate in un sezionale relativo al 2017, siano da considerarsi registrazioni riferibili al 2017 (quindi deducibili nell’anno 2017).
 Le fatture ricevute nel 2017 e registrate nel 2018 nel registro sezionale, appare ragionevole pensare siano da includere nello spesometro del secondo semestre 2017, almeno in relazione alle fatture ricevute entro il mese di febbraio 2018.

Pagamento delle retribuzioni con strumenti tracciabili

In base alla legge di Bilancio 2018, dal 1.07.2018, il pagamento delle retribuzioni dovrà essere eseguito con modalità e forme che escludano l’uso del contante. Infatti, saranno ammessi esclusivamente, quali forme di pagamento, il bonifico su conto identificato da codice Iban indicato dal lavoratore, gli strumenti di pagamento elettronico, i contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento e l’emissione di assegno consegnato direttamente al lavoratore.
Tale novità non si applica al pagamento delle retribuzioni di rapporti di lavoro con la pubblica amministrazione e quelle rientranti nell’ambito di applicazione dei contratti collettivi nazionali per gli addetti a servizi familiari e domestici.

Registro telematico dello sport dilettantistico

Dal 8.01.2018 è attivo il Registro telematico nazionale delle associazioni e società sportive dilettantistiche tenuto dal Coni. In questo modo, potrà essere riconosciuto il fine sportivo di associazioni e società sportive dilettantistiche e, di conseguenza, sarà consentito beneficiare delle agevolazioni fiscali riconosciute allo sport dilettantistico.
Tra le novità vi è la semplificazione della procedura di iscrizione: infatti, ora non dovrà più essere la singola associazione in autonomia ad iscriversi, ma saranno direttamente gli organismi affilianti ad effettuare l’iscrizione una volta conclusa la fase di affiliazione e tesseramento.

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