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Studio C&RBenvenuti su www.comparinirusso.it, il web-office dello Studio Comparini & Russo – Studio di consulenza, revisione ed assistenza aziendale, contabile, fiscale, societaria, amministrativa, contrattuale e del lavoro. Vi auguriamo buona navigazione e, per qualsiasi Vostra necessità, non esitate a contattarci, saremo lieti di poterVi assistere.

Potete scaricare la nostra presentazione in formato .pdf cliccando qui.

Gli argomenti della Circolare di Aggiornamento Mensile per i Clienti dello Studio

E’ in corso di trasmissione la Circolare di Aggiornamento Mensile per i Clienti dello Studio. Questo mese approfondimenti tematici su:

  • NOTIZIARIO IN BREVE
  • FATTURAZIONE E PAGAMENTO DELLE CESSIONI DI CARBURANTE
  • PRIVACY – ADEGUAMENTO ALLA NUOVA DISCIPLINA SULLA PRIVACY
  • PERDITE CON RIDUZIONE DI CAPITALE SOCIALE – L’OPERATIVITA’
  • TIROCINI FORMATIVI E DI ORIENTAMENTO – LA PROVA ISPETTIVA
  • PRIVACY DEI DIPENDENTI PER MAIL E VIDEOSORVEGLIANZA SU AUTOVEICOLI – LE ULTIME NOVITÀ DEL GARANTE
  • SCADENZARIO
  • INTERVENTI EDITORIALI DELLO STUDIO – “Si fa presto a dire “CONTRATTO”, se non lo hai “BEN FATTO”” (in “AZ Franchising”)

La Circolare di Aggiornamento Mensile trasmessa a tutti i Clienti dello Studio Comparini & Russo è stata istituita nel 1999 e da allora ha costantemente ottenuto l’apprezzamento di molti nostri consolidati Clienti e di altre organizzazioni ed istituzioni. Inizialmente predisposta come forma di consulenza e aggiornamento a pagamento a favore dei Clienti aderenti a tale modalità di supporto, da alcuni anni la Circolare è trasmessa a tutti i Clienti in forma gratuita ampliando così i vantaggi ed i benefici a favore degli stessi Clienti e agevolandoli nel ricevere aggiornamenti ed informazioni continue, costanti e tempestive.

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Scuola di Franchising con il Dott.Rag.Mirco Comparini: appuntamento a Napoli

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Acquisto di carburanti dal 1 luglio per soggetti con partita Iva

L’Agenzia delle Entrate, con provvedimento n. 73203/2018, ha fornito chiarimenti in merito gli strumenti operativi da utilizzare, per i titolari di partita Iva, per l’acquisto di carburanti e lubrificanti destinati all’autotrazione.
In particolare, ai fini delle detrazione dell’iva relativa alle spese per l’acquisto di carburanti e lubrificanti per autotrazione, si considerano idonei a provare l’avvenuta effettuazione delle operazioni i seguenti mezzi di pagamento:
a) gli assegni, bancari e postali, circolari e non, nonché i vaglia cambiari e postali;
b) quelli elettronici, tra cui, a titolo meramente esemplificativo: addebito diretto; bonifico bancario o postale; bollettino postale; carte di debito, di credito, prepagate ovvero di altri strumenti di pagamento elettronico disponibili, che consentano anche l’addebito in conto corrente.
I medesimi mezzi sono idonei a consentire la deducibilità della spesa.
Tali forme di pagamento troveranno applicazione anche nelle ipotesi in cui, sulla scorta di specifici accordi, il pagamento avvenga in un momento diverso rispetto alla cessione, come accade, ad esempio, per le carte utilizzate nei contratti di “netting”, laddove il gestore dell’impianto di distribuzione si obbliga verso la società petrolifera ad effettuare cessioni periodiche o continuative in favore dell’utente, il quale utilizza, per il prelievo, un sistema di tessere magnetiche rilasciate direttamente dalla società petrolifera. Tale sistema è da considerarsi valido anche a seguito delle novità introdotte dalla legge di bilancio 2018 in tema di cessioni di carburanti, ma solo qualora i rapporti tra gestore dell’impianto di distribuzione e società petrolifera, nonché tra quest’ultima e l’utente, siano regolati con gli strumenti di pagamento sopra indicati.

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Separazione simulata a scopo di evasione e interposizione fittizia

La Guardia di Finanza ha scoperto la condotta illecita di un imprenditore (amministratore di società) che, maturata la morosità nei confronti del fisco, pochi mesi prima dell’attivazione della riscossione, aveva costituito con la moglie un fondo patrimoniale su tutto il proprio patrimonio immobiliare. Successivamente, la coppia si rivolgeva al giudice per ottenere la separazione legale, con cessione alla moglie del diritto di proprietà dei beni immobili acquistati in costanza di matrimonio (che sarebbero diventati così inattaccabili da parte dell’Agenzia delle entrate-Riscossione). È stato disposto il sequestro per equivalente sui conti della società e dell’amministratore e apposti i sigilli sugli immobili.

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Diritto di controllo dei soci di Srl

Secondo l’orientamento giurisprudenziale in materia di interpretazione dell’art. 2476 C.C., il diritto di controllo dei soci di Srl si applica non solamente a libri e documenti sociali, ma anche all’intera situazione contabile della società, come, ad esempio, estratti conto bancari, mastrini, contratti, dichiarazioni fiscali. Inoltre, tale diritto si estende anche alla documentazione delle società controllate.
Tuttavia, il diritto di accesso del socio ai dati della società può essere limitato dal diritto alla riservatezza insito in alcune informazioni sociali.

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Responsabile per la protezione dei dati

Il Garante della privacy ha pubblicato sul proprio sito una serie di risposte alle domande più frequenti in riferimento all’applicazione del regolamento europeo sulla privacy da parte di soggetti privati. Sebbene non sia obbligatoria, la nomina del responsabile per la protezione dei dati (Dpo) è raccomandata a tutti i titolari di soggetti d’impresa, per dimostrare il rispetto dei requisiti del regolamento europeo in caso di controversie, ispezioni o procedimenti davanti al Garante della privacy.

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Gestione Separata Inps e casse privatizzate

La legge 23.12.2000, n. 388, all’art. 116, c. 20, ha disposto che il pagamento della contribuzione previdenziale, effettuato in buona fede a un ente previdenziale pubblico diverso dal creditore effettivo, ha effetto liberatorio nei confronti del contribuente. Conseguentemente, l’ente che ha ricevuto il pagamento deve provvedere al trasferimento delle somme incassate, senza aggravio di interessi, all’ente titolare della contribuzione.
Con la circolare n. 83 del 28.03.1997 l’Inps ha comunicato le istruzioni operative relative ai diversi motivi di rimborso della contribuzione pagata indebitamente alla Gestione Separata Inps, con particolare riguardo alla contribuzione risultante eccedente.
Inoltre, con la circolare n. 193/1998 è stato specificato che, nel caso di contribuzione erroneamente versata per tipologie diverse da quelle previste, individuate nella citata circolare n. 83/1997, quali, ad esempio, contributi pagati da soggetti non tenuti all’obbligo contributivo previsto nella Gestione separata, devono intendersi applicabili le disposizioni di carattere generale che disciplinano il rimborso di contributi indebitamente versati.
Nelle citate circolari, inoltre, sono stati individuati i soggetti che possono presentare la richiesta del rimborso, secondo le tipologie di contribuzione indebita.
Nel caso di superamento del massimale la richiesta di rimborso è presentata dal professionista, in quanto soggetto obbligato al pagamento diretto del contributo risultante a debito, e dal committente e/o collaboratore o parasubordinato, ciascuno per la propria quota nel caso di contratto di collaborazione o rapporto assimilato. Nel caso di contribuzione indebita generica, ribadendo i principi generali in tema di ripetizione dell’indebito, la legittimazione è stata attribuita al professionista e al committente, in quanto sono i soggetti con i quali è validamente instaurato il rapporto previdenziale.
I chiarimenti specifici sono stati forniti dalla circolare Inps 9.03.208, n. 45.

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Fattura elettronica

Durante il forum italiano della fattura elettronica, coordinato da Agenzia delle Entrate e Ministero delle Finanze, è stato chiarito che i professionisti e gli intermediari di fiducia possono ricevere direttamente le fatture elettroniche, emesse e ricevute relative ai clienti delle imprese, direttamente dal Sistema di Interscambio. Inoltre, gli intermediari potranno acquisire il duplicato della fattura elettronica in formato Xml e leggibile dall’area autenticata del cliente, sempre che sia stato autorizzato dal cliente tramite una procedura che sarà progettata dall’Agenzia delle Entrate. Saranno accettate anche le fatture prive di firma digitale.
La data di emissione della fattura elettronica è quella riportata obbligatoriamente nel documento ed è quella da cui l’Iva diventa esigibile; per esercitare la detrazione dovrà essere utilizzata la data indicata nella ricevuta di consegna rilasciata dal Sistema di Interscambio.
Infine, la memorizzazione del documento avrà valenza fiscale ed è allo studio del Ministero dell’Economia la possibilità che acquisti validità anche civile e penale.
Si precisa che, considerata la complessità della materia, le associazioni di categoria hanno chiesto un congruo differimento dell’entrata in vigore delle nuove regole.

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Contabilità semplificata, dichiarazioni e studi di settore

La scelta del regime contabile dei contribuenti in contabilità semplificata si ripercuote sulle dichiarazioni. L’opportunità di optare per il regime di cui contabile di cui al c. 5 del, art. 18 del D.P.R. 600/1973 (registrazione = incasso/pagamento) permette una maggiore flessibilità nella gestione delle registrazioni in tema di deduzione dei costi, ma anche per mitigare il cosiddetto “effetto rimanenze”. In particolare, questo regime consente di non effettuare a fine anno le annotazioni dei mancati incassi e pagamenti e di utilizzare, per la determinazione del reddito imponibile, il metodo della registrazione ai fini Iva.

Per i contribuenti in contabilità semplificata la possibilità di registrare in annotazione separata nel corso del 2018 le fatture di acquisto datate e ricevute nel 2017, con detrazione direttamente in dichiarazione Iva, potrebbe far sorgere il rischio di falsare il risultato finale degli studi di settore.

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Criticità della fattura elettronica

La CNA ha evidenziato i rischi insiti nel cambiamento radicale e repentino delle modalità di emissione, trasmissione e conservazione di un documento fondamentale nell’attività d’impresa, quale è la fattura, poiché da esso dipende l’incasso dei ricavi.
Il passaggio per circa il 90% dei titolari di partita Iva dalla fattura cartacea alla fattura elettronica, in un formato standard (XML) e veicolata, sempre obbligatoriamente, attraverso il sistema d’interscambio fornito dall’Agenzia delle Entrate (SdI), senza la previsione di un periodo di sperimentazione presenta molte incognite. Si pensi, ad esempio, alle difficoltà e ai rischi legati ad un mal funzionamento e blocco del sistema di interscambio che si troverà a gestire in un anno circa un 1,5 miliardi di documenti, cui potrebbero seguire ritardi nell’incasso dei corrispettivi e danni economici alle imprese.

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